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Nel Settembre 2015, dopo diversi giorni di maltempo, le esondazioni del torrente Nure e del fiume Trebbia sono state causa di morte e devastazione del territorio. Sono state interessate le due valli nella loro interezza, dai centri abitati a monte fino all'innesto nel fiume Po.

Il progetto racconta la risalita lungo queste valli parallele dalla pianura alle zone montane, alla ricerca delle tracce antropiche e degli elementi naturali ricorrenti e riconoscibili, in un contenitore geografico che muta costantemente ed inevitabilmente ma che subisce un'accelerazione a seguito di movimenti climatici improvvisi che cambiano i connotati dei luoghi e la percezione degli stessi.
Ci sono le immagini strettamente legate alle esondazioni - le quali, certamente, possono aprire il dibattito sulle problematiche ambientali, dai cambiamenti climatici alle pratiche di urbanizzazione incontrollate e di gestione del territorio - ma c'è anche una componente più sensoriale e meditativa che, in fondo, sta alla base dell'approccio al progetto e cerca di rendere tangibile la simbiosi abitante-luogo in modo più ampio e universale.
Il frequente ritorno negli stessi luoghi, il camminare lentamente come pratica di osservazione, è fondamentale per me per capire l'evoluzione e cogliere i movimenti.
I fitti boschi nelle pianure che raccolgono tra i rami tutti i detriti, le conformazioni geologiche imponenti, quasi minacciose, i luoghi e le infrastrutture abbandonate, diventano una mappa puntuale che permette di decifrare il paesaggio e raccontare le ipotetiche storie umane connesse.

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In September 2015, after days of bad weather, floods of Nure creek and Trebbia river caused deaths and devastations. These two valleys were affected in their entirety, from villages in the mountains to the Po valley.

 Walking paths along these two valleys, this project focus on looking for human traces, recurrent and recognisable natural elements, in a geographical context that changes in a constant and inevitable way but which accelerates after sudden climate movements that change characteristics of places and perception of themselves. 
There are images strictly connected to floods - that surely, can open a debate on environment issues, from climate changes to uncontrolled urbanization procedures and territory management - but, there is also a strong sensory and pensive part that, at heart, is the core of project approach, trying to make tangible, in a wider and universal way, aspects of symbiosis between humans and nature. 
Returning several times in same places and walking slowly as practice of observation, are fundamental for me to figure out evolution of places and catching movements. 
Thick woods collecting between branches all debris, impressive and almost threatening geological formations, abandoned places and infrastructures, become a precise map that permits to decode the landscape and telling human stories connected. 

 

marco fava -
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